Bari undicesimo a quota tre: la classifica non lascia scuse a nessuno
Dopo due giornate il Girone C è cortissimo e il Bari ci sta dentro con il peggio della vigilia addosso: non un episodio, ma la sconfitta di Barletta.
Due giornate, tre punti, undicesimo posto: è la fotografia che il Bari porta con sé dopo il derby perso a Barletta. Non è la classifica che la piazza aveva in mente quando si è alzato il sipario sul campionato, ed è inutile far finta che sia un dettaglio provvisorio senza peso. Il ko di Barletta non ha tolto solo l'imbattibilità e il primato: ha spinto la squadra in un gruppone dove, alla vigilia, nessuno l'aveva messa nemmeno per una gara.
In vetta comandano Potenza, Picerno e Sorrento, tre squadre a punteggio pieno che per storia e bacino restano nella fascia delle provinciali del girone, non tra le big che il tifo barese riconosce come pari rango. Non è un dettaglio da archiviare in fretta: sono loro, in questo momento, ad aver dato le risposte più nette nelle prime due uscite, mentre le squadre che dovrebbero fare la voce grossa in categoria si stanno ancora cercando.
Leggi anche Girone C, il Bari si ferma a 3 punti: Picerno a punteggio pieno, Barletta sale a 4
Le grandi cadute Perché il Bari non è l'unica big in difficoltà: la Salernitana è ferma a un punto, Catania e Cosenza sono a zero. Se il metro che la piazza usa è quello giusto - perdere o deludere contro una provinciale è un'onta, non un incidente - allora buona parte delle grandi del Girone C sta fallendo lo stesso esame nello stesso momento. Non è una consolazione, e non deve diventarlo: è la conferma che l'esame è severo per tutti, e che il nome sulla maglia non basta a superarlo.
Detto questo, due giornate restano un campione minuscolo per trarre verdetti definitivi. Il gruppone a quota tre è enorme, dal Monopoli al Casarano passando per Cerignola e Cavese, e i punti di distacco dalla vetta si recuperano in una sola serata utile. Ma questo non è un argomento per derubricare Barletta a incidente di percorso: la classifica registra il numero, non il modo in cui è arrivato. E il modo - un tracollo casalingo, 3-0, contro una neopromossa che tornava al professionismo dopo undici anni - resta un dato che pesa più della differenza reti che ancora non si legge sul tabellino.
Quello che la classifica non dirà mai è se il Bari saprà essere protagonista di questo cambio di passo o se si limiterà ad aspettare che le altre grandi continuino a sbagliare. La differenza tra le due strade si vede negli impegni immediati, a partire dai sedicesimi di Coppa Italia con il Picerno, una delle tre capolista, fino alla sfida di campionato con il Casarano: un'altra diretta concorrente dello stesso gruppone in cui il Bari è finito. Non è il momento di contare i punti degli altri, è il momento di andarseli a prendere i propri.



La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.