Barletta-Bari, il rigore chiesto da Rastelli e negato anche dall'FVS: cosa dice il regolamento
Un contatto in area tra Mendicino e Bizzotto, l'appello all'on field review e la conferma dell'arbitro: ripercorriamo gli episodi chiave del 3-0 del Puttilli con il testo del regolamento alla mano.

Il 3-0 di Barletta non è stato solo un tracollo in campo: a tenere banco, nei giorni successivi, è anche l'episodio del 52' che poteva riaprire una partita già compromessa. Mendicino cade in area piccola dopo un contatto con Bizzotto, il Bari reclama il calcio di rigore, l'arbitro Andeng Tona Mbei — 30 anni, sezione di Cuneo, alla sua 38esima direzione in Serie C — dice di no. Rastelli si gioca la carta della on field review, il direttore di gara va a rivedersi l'episodio al monitor e conferma la decisione presa in campo: nessun rigore.
Il regolamento distingue con precisione i contatti punibili da quelli che non lo sono. Sulla negligenza il testo è chiaro: "il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell'effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione", senza che sia necessario alcun provvedimento disciplinare. In area di rigore, spiegano le linee guida, la soglia per fischiare si alza leggermente: un contatto diventa punibile quando toglie in maniera evidente la possibilità di mantenere o guadagnare il possesso del pallone all'attaccante. Per l'arbitro, evidentemente, quella soglia non è stata superata.
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Il tabellino disciplinare racconta di una gara a basso tenore agonistico: tre ammonizioni in tutto, due al Barletta e una al Bari, su 22 falli fischiati (11 per parte). Franco si becca il giallo al 28' per un intervento ruvido su Esposito, imprudenza secondo il regolamento, che punisce chi "agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l'avversario". Al 50' tocca a Elia, che sbaglia il controllo e viene anticipato con un tackle da Partipilo: giallo anche per lui. All'81' Voca pesta il piede di Mendicino in ritardo, terzo cartellino della serata.
C'è poi il capitolo che avrebbe potuto complicare ulteriormente una notte già amara: al 92' Giardino sigla il 4-0 per il Barletta, ma l'arbitro annulla per un fallo dello stesso autore del gol, che trattiene per la maglia Spadavecchia. Anche qui Paci prova l'FVS, ma la decisione resta quella presa in campo. Il regolamento, sul punto, non lascia spazi: chi "trattiene un avversario" commette un'infrazione da calcio di punizione diretto, e una maglia che si allunga vistosamente mentre il calciatore è ancora in possesso del pallone è un segnale di punibilità evidente. Un annullamento che non ha cambiato il risultato, ma che ha risparmiato al Bari un poker che sarebbe stato ancora più difficile da digerire.
Resta il fatto che il 3-0 del Puttilli, comunque lo si legga tra episodi dubbi e cartellini, ha tolto al Bari imbattibilità e primato dopo appena due giornate: 9° a quota 3 punti, scavalcato dal Barletta salito a 4 e distante tre lunghezze dal Picerno capolista a punteggio pieno. Il episodio dell'area piccola resterà un rimpianto minore in una serata da rivedere per intero, non certo l'unico motivo di una sconfitta che la piazza non ha digerito. Ora la testa va ai sedicesimi di Coppa Italia contro proprio il Picerno, martedì 1° settembre alle 21 al San Nicola: un'altra occasione, stavolta in casa, per dare una risposta diversa da quella vista al Puttilli.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari



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